Un computer portatile superaccessoriato costato la bellezza di 2224,06 euro di soldi pubblici e destinato all’attività dell’addetta portavoce del sindaco Di Capua che non è dipendente comunale e non ha neppure la qualifica adeguata per esercitare le sue mansioni.

Lo denunciano i gruppi consiliari di minoranza Noi di Chiavari Chiavari Sempre al Centro. «Andando a visionare le determine sul sito Internet del Comune – affermano Roberto Levaggi, Daniela Colombo, Silvia Garibaldi e Sandro Garibaldi – abbiamo trovato questa spesa già spropositata di suo e ancora più assurda perché destinata al lavoro di un consulente esterno che dovrebbe possedere personalmente la strumentazione necessaria».

Il computer in questione è un MacBook Pro portatile di ultima generazione. «Il modello più avanzato e più accessoriato della gamma, con l’aggiunta di un software per realizzare i video molto elaborato e dal costo, solo quello, di 400 euro circa. Riteniamo questo acquisto puramente voluttuario in quanto, sul mercato, esiste un’infinità di computer portatili e programmi di elaborazione video che, a parità di funzionalità e prestazioni, hanno un prezzo nettamente inferiore. Ci domandiamo poi a cosa serva un software di elaborazione video ultraprofessionale. Viene il dubbio più che legittimo che una simile attrezzatura sia più necessaria ai filmati da Istituto Luce di Avanti Chiavari che al Comune stesso. Ma, nonostante tutto, è stata acquistata coi soldi dei cittadini e non con quelli del movimento. Vigileremo attentamente sul suo corretto utilizzo».

Secondo Levaggi, Colombo, Silvia e Sandro Garibaldi, «è grave pure che questa carissima tecnologia non sia destinata direttamente ai dipendenti comunali. Non possiamo, inoltre, non stigmatizzare la consueta logica clientelare con cui Di Capua ha assunto la portavoce».
I consiglieri osservano: «A oggi il Comune di Chiavari – il sesto comune più importante della Liguria – non ha un ufficio stampa “vero” (che sarebbe utile anche per le minoranze) perché non ha voluto eseguire una procedura pubblica alla quale avrebbe potuto partecipare, ad esempio, quella lunga lista di giornalisti in attesa di occupazione in possesso della Regione Liguria e dell’Ordine Ligure dei Giornalisti. Questo perché, a differenza della precedente amministrazione che fece ben due procedure a evidenza pubblica per la scelta del professionista adeguato, l’attuale sindaco ha subito conferito l’incarico alla sua collaboratrice della campagna elettorale. La quale però, non avendo la qualifica da giornalista pubblicista né tantomeno da giornalista professionista (come da nostre verifiche), non ha potuto essere inquadrata come ufficio stampa, in base agli accordi tra Ordine dei Giornalisti e Pubbliche Amministrazioni che raccomandano di affidare gli incarichi di comunicazione a giornalisti con l’iscrizione all’albo. La “gabola” di fare contratti da portavoce consente di ovviare a questo ostacolo. Ma un portavoce dovrebbe lavorare in esclusiva per il sindaco, mentre ci risulta che l’addetta in questione svolga incarico da ufficio stampa a tutti gli effetti senza averne nessuna qualifica. Facendo così manca un addetto stampa del Comune che dovrebbe essere al servizio di tutti gli organi afferenti lo stesso, quindi anche dei consiglieri di minoranza. Anche l’attrezzatura fornita all’ufficio stampa dovrebbe rimanere in tale ufficio e a disposizione pure delle minoranze per svolgere le attività di comunicazione».

Noi di Chiavari e Chiavari sempre al Centro «denunciano l’ennesimo atteggiamento di prepotenza di questa amministrazione, che alla professionalità preferisce altri aspetti, come abbiamo già potuto constatare in occasione di altre nomine già fatte e di quelle in fieri. Non abbiamo nulla contro l’addetta portavoce, ma continueremo a contestare queste cattive abitudini».

Nel frattempo, Levaggi, Colombo, Silvia e Sandro Garibaldi, comunicano di «aver presentato un’interrogazione su computer e addetta portavoce e di aver segnalato questa anomalia a Ordine dei Giornalisti e Associazione Ligure dei Giornalisti. Saremo ben lieti di essere smentiti se nel frattempo certe posizioni saranno regolarizzate. Nulla di illegale: come sempre Avanti Chiavari si muove benissimo nelle situazioni borderline. Ma, purtroppo, tanto di convenienza e fatto personale. Siamo, al proposito, molto meravigliati dal silenzio del consigliere Canepa, un “esperto” delle nuove frontiere. Forse non è stato consultato? Da quando è in maggioranza ci pare non legga più le determine e le delibere di giunta. E’ improvvisamente diventato partecipinattivo?».