Bilancio e prospettive di Marina Chiavari: i consiglieri di minoranza di Noi di Chiavari intervengono dopo la presentazione dei dati e dei progetti per il futuro.
«Sulla gestione di Marina Chiavari – affermano Roberto Levaggi, Daniela Colombo e Silvia Garibaldi – ricordiamo tutte le ombre gettate in passato soprattutto dall’ex consigliere Cervini, ma anche dai consiglieri Giardini e Canepa attualmente planati in maggioranza. Se oggi parlano di “risultati eccellenti”, significa che non abbiamo fatto così male. E che, soprattutto, loro hanno mentito ai chiavaresi».

I consiglieri osservano: «Lungi dal fare polemiche, che oramai hanno stufato tutti, facciamo presente che se oggi si è arrivati a questi numeri positivi, è frutto del riequilibrio finanziario votato dall’amministrazione Levaggi, con la contrarietà di tutte le minoranze. Gli stessi che ora festeggiano! Siamo noi ad aver evitato che il porto diventasse un’incompiuta con gravi disagi, chiusure di ditte e perdite di posti di lavoro. Abbiamo fatto sì, invece, che si realizzassero tutte le opere pubbliche previste dagli accordi: le dune, la spiaggia per i disabili, il nuovo tratto di passeggiata a mare. Abbiamo recuperato la totalità delle quote del canone ricognitorio. La zona lavori è stata rifatta da noi con investimenti per oltre mezzo milione di euro e il porto oggi non è più un cantiere. Se non avessimo lavorato bene, non si sarebbero create le condizioni per un futuro rilancio. Abbiamo trovato una situazione pessima ereditata nel 2012 e abbiamo trasformato l’intera area».

Una considerazione anche sulle nomine: «Se il dottor Mangiante ha lavorato così bene, perché Di Capua sta pensando a sostituirlo? Forse deve qualche favore a qualcuno? Eppure, considerando che Marina Chiavari tra pochi mesi dovrà anche gestire la sosta a pagamento, il lavoro diventa ancora più complesso e la presenza di un professionista sarebbe essenziale».

Chiosa finale di Daniela Colombo: «Si vendono come innovative fidelity card personalizzata, nuovo sito web e nuove brochure informative. Tutto lavoro che gli abbiamo lasciato. L’unica cosa nuova è la prospettiva di una nomina assolutamente illogica».